Congiuntivite stagionale allergica: come riconoscerla e come difendersi

L’imperativo da parte degli specialisti è unanime: “No alle cure fai da te”. Meglio farsi aiutare da un esperto

Lacrimazione facile, rossore e bruciore misto a prurito. Sono questi i primi segnali di una congiuntivite stagionale allergica. La primavera è ormai entrata nel vivo e i pollini si trovano dappertutto trasformandosi in alcuni casi in veri e propri nemici del benessere. Cosa fare di fronte a questi sintomi? No panico e no cure fai da te. L’importante è rivolgersi ai consigli di uno specialista.

L’infiammazione della congiuntiva
Sono gli allergeni aerei i responsabili dell’infiammazione della congiuntiva. In primavera e in autunno i soggetti più sensibili sono predisposti ad imbattersi in questo problema. A innescare questa patologia sono soprattutto i pollini, ma anche gli acari della polvere, i peli di animali e le spore di muffa. Di solito gli occhi vanno di pari passo e i sintomi della congiuntivite allergica si presentano per entrambi allo stesso modo. In alcuni casi però un occhio può risultare maggiormente colpito rispetto all’altro. A soffrire maggiormente di questo problema è la fascia di popolazione di età compresa fra i 5 e i 30 anni. Bruciore e prurito sono i sintomi che portano chi è affetto dall’allergia a sfregare gli occhi: questo è però il primo gesto da evitare perché arreca un maggiore arrossamento della sclera e il gonfiore delle palpebre. A questa sintomatologia si aggiunge anche una sensazione di fastidio a contatto con la luce e un’eccessiva lacrimazione. La secrezione è spesse volte acquosa, non densa e, a volte, viscosa. Generalmente la vista non viene coinvolta.

No alle cure fai da te
Di fronte ad una congiuntivite allergica, sono assolutamente sconsigliate le cure “fai da te”. No ai consigli degli amici, magari quelli che soffrono dello stesso problema, né tantomeno alle ricerche in internet. Ogni caso ha una storia a sé, per cui la prima cosa che bisogna fare è chiedere aiuto al farmacista per un pronto intervento. Contestualmente va eseguita una visita specialistica dall’oculista che potrà chiarire l’origine del problema rilasciando una cura più specifica. Usare dei farmaci non appropriati può causare diversi danni non solo all’occhio ma anche a tutto l’organismo. Generalmente il trattamento della congiuntivite allergica prevede l’utilizzo del collirio antistaminico, il cui dosaggio viene prescritto dal medico, al quale si aggiungono le lacrime artificiali per dare maggiore sollievo, nonché gli impacchi freddi che hanno l’effetto di ridurre i sintomi.

Gli esami per diagnosticare la presenza di allergie
Quando sintomi di questo tipo si manifestano per la prima volta, è opportuno conoscere la causa che lo scatena. Proprio per questo motivo gli specialisti consigliano il dosaggio delle IgE. Un normale prelievo di sangue consentirà di valutare, attraverso la concentrazione di immunoglobuline E, un ampio numero di potenziali allergeni. Poi un prick test, consentirà di testare le sostanze sospette attraverso la cute dell’avambraccio.

Fonte: ilgiornale.it

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