Blefaroplastica

La blefaroplastica nota anche come chirurgia estetica delle palpebre, è un intervento chirurgica che consente di correggere difetti quali le palpebre superiori cadenti, le borse di grasso e le occhiaie che rendono lo sguardo affaticato e invecchiano la fisionomia del volto. Talvolta interferiscono anche con la vista.

Possiamo avere la blefaroplastica superiore per le palpebre superiori e la blefaroplastica inferiore per quelle inferiori e le borse sotto gli occhi. Vediamo nel dettaglio quali sono le indicazioni e le tecniche.


 

Intervento di blefaroplastica superiore

La blefaroplastica superiore é un intervento utile nell’attenuare i segni di invecchiamento del viso che colpisce le palpebre superiori che appaiono cadenti (blefarocalasi superiore).

In questo genere di intervento chirurgico le incisioni sono eseguite a livello della piega palpebrale superiore dove possono rimarginare bene e rimanere ben nascoste e quindi invisibili ad un osservatore.

L’incisione è eseguita lungo la piega cutanea fisiologica qualche millimetro sopra alle ciglia (6-8 mm nella razza Caucasica). Un lembo ellittico di cute e muscolo orbicolare viene rimosso usando un bisturi e/o un ago da diatermia che riduce il sanguinamento.

Una parte del grasso sottostante può essere rimosso e l’incisione cutanea viene chiusa mediante sottilissime suture in Prolene.

Ricordiamoci che nelle palpebre superiori si rimuove quasi sempre solo il grasso mediale all’angolo interno, raramente quello centrale in quanto ci garantisce uno sguardo pieno e quindi giovane, lateralmente non vi è grasso bensì la ghiandola lacrimale che ovviamente non deve essere tolta ma se visibile, riposizionata.

Attenzione nei casi in cui la ghiandola appare ingrossata o è soggetta ad infiammazioni. Dopo l’intervento si posizionano degli steristrip.


Per prevenire e limitare gli ematomi è molto utile applicare la borsa di ghiaccio sul volto per alcune ore dopo l’intervento.

Si deve evitare l’esposizione al sole per almeno per 30 giorni dopo l’intervento di blefaroplastica superiore e massaggiare la cicatrice. I sottilissimi punti di sutura sono rimossi dopo 5-7 giorni e dopo 8-10 è possibile truccarsi

prima della blefaroplastica superiore
dopo 1 settimana
dopo 1 mese dall’intervento

Contemporaneamente alla blefaroplastica superiore potrebbe essere necessario trattare una ptosi del sopracciglio o una ptosi palpebrale.

 

blefaroplastica superiore associata a correzione ptosi palpebrale
a una settimana dall’intervento

Metodiche associate alla blefaroplastica superiore

La rugosità della pelle e le zampe di gallina presenti nella regione delle tempie possono essere corrette solo parzialmente con la blefaroplastica superiore.

Una loro correzione più completa richiede un trattamento con tossina botulinica o con laser CO2; la presenza di un solco palpebrale superiore eccessivamente profondo può essere corretto con la tecnica del lipofilling.


Per la blefaroplastica inferiore l’incisione ha una localizzazione differente a seconda della situazione che si deve affrontare. Se si tratta solo di rimuovere o di riposizionare le borse grassose nella valle delle lacrime, l’incisione può essere eseguita all’interno della palpebra, per via congiuntivale.

Questa via comporta un minor edema e non lascia cicatrici visibili, ma non consente una resezione cutanea. Se è necessario rimuovere la cute in eccesso durante la blefaroplastica inferiore, si esegue una incisione subciliare posizionata 1-2 millimetri sotto alle ciglia. Delle suture riassorbibili sono utilizzate per chiudere l’incisione cutanea che in tal modo rimane poco evidente e guarisce senza lasciare cicatrici visibili.

I pazienti con una lieve lassità cutanea della palpebra inferiore senza protrusione di grasso e con rughe superficiali potrebbero non necessitare di una blefaroplastica inferiore, ma ottenere invece dei miglioramenti apprezzabili con un resurfacing laser o un peeling chimico quale il TCA o altri.

Se è presente solo una valle delle lacrime approfondita (occhiaie), si può eseguire un trattamento iniettivo con acido ialuronico nella regione perioculare per aumentare il volume del tessuto molle e ottenere la scomparsa dell’occhiaia. Se il paziente è soddisfatto del risultato, una volta che l’acido ialuronico si è riassorbito, si può ripetere il trattamento iniettivo o optare per una soluzione più duratura quale la trasposizione di grasso.

Domande Frequenti sulla blefaroplastica inferiore

  • La chirurgia blefaroplastica inferiore prevede l’anestesia locale o l’anestesia generale?

La chirurgia blefaroplastica sia superiore che inferiore viene eseguita in anestesia locale con una moderata sedazione.

  • Dovrò passare la notte in ospedale dopo l’operazione?

La chirurgia blefaroplastica viene normalmente eseguita in day surgery e normalmente non richiede il pernottamento in struttura. Tuttavia a seconda delle necessità individuali del paziente si può concordare il pernottamento. E’ previsto comunque un controllo il mattino seguente all’operazione.

  • Dovrò sospendere la mia terapia anticoagulante o antiaggregante prima dell’operazione?

Sì, la terapia anticoagulante o antiaggregante in atto dovrà essere sospesa prima dell’intervento di blefaroplastica. Questa sospensione avverrà con modalità e tempi ben precisi seguendo un protocollo messo a punto in collaborazione con il medico curante.

  • Cosa succede prima della chirurgia blefaroplastica?

Visita preoperatoria: prevede un approfondito esame oftalmologico e valutazione della salute generale. Si indagano l’eventuale presenza di allergie , terapie farmacologiche comprese quelle anticoagulanti o antiaggreganti. Verranno prese fotografie delle palpebre nelle varie posizioni di sguardo come punto di riferimento preoperatorio.

Esame oftalmologico: prevederà la misurazione della vista con miglior correzione, la misurazione della pressione intraoculare e l’esame del fondo oculare. La superficie oculare sarà esaminata per escludere presenza di occhio secco, blefarite, patologie da malposizione palpebrale.

Verranno inoltre eseguite misurazioni della posizione delle palpebre e delle sopracciglia. Verranno prese fotografie delle palpebre nelle varie posizioni di sguardo come quadro di riferimento preoperatorio e per il confronto con il postoperatorio. Verrà descritta accuratamente la procedura operatoria della blefaroplastica e si risponderà a eventuali dubbi o curiosità del paziente.

  • Cosa succede dopo la chirurgia blefaroplastica?

Gli occhi operati sono medicati con garze compressive fredde per ridurre il gonfiore palpebrale e perioculare postoperatorio. Alla dimissione viene consegnato il foglio delle terapie che consisteranno nell’utilizzo di pomate o gel antibiotici, cortisonici e favorenti la cicatrizzazione.
Il mattino seguente all’operazione di blefaroplastica il paziente torna a visita di controllo. Vengono rimosse le medicazioni, si verifica lo stato di tenuta delle suture e la posizione palpebrale. Generalmente in seconda giornata l’edema raggiunge il grado massimo per cui non si riescono ad apprezzare i risultati della blefaroplastica.

  • Avrò bisogno di chirurgia per correggere una discesa (ptosi) della palpebra o del sopracciglio?

Questa possibilità verrà discussa con il paziente al momento della valutazione preoperatoria. Talvolta infatti se le sopracciglia sono molto discese rispetto alla posizione originale possono portare all’accumulo di cute sulla palpebra e in questo caso una chirurgia di correzione della ptosi del sopracciglio potrebbe risolvere la blefarocalasi affiancandosi o addirittura sostituendosi alla chirurgia blefaroplastica.

  • Quali sono i rischi della chirurgia blefaroplastica inferiore?

Sarà consegnato un modulo di consenso informato alla chirurgia blefaroplastica e il chirurgo illustrerà le possibili complicanze. Alcune complicanze sono molto rare, altre più comuni. Sarà importante che voi comunichiate al vostro chirurgo eventuali dubbi o preoccupazioni in modo che il chirurgo possa tranquillizzarvi e risolvere ogni dubbio. Chiarito ogni dubbio potrete firmare il modulo del consenso informato alla blefaroplastica.

  • Quali sono le complicanze più comuni della chirurgia blefaroplastica?

Complicanze gravi sono rare ma possono verificarsi anche nelle mani di chirurghi oculoplastici esperti. Ogni sforzo viene messo in atto per ridurre al minimo il rischio di complicazioni e ogni chirurgo oculoplastico e’ addestrato per gestire queste complicanze.

Infezioni: sono estremamente rare dopo intervento di blefaroplastica e questo è dovuto anche alla ricca vascolarizzazione dei tessuti palpebrali. Sono risolvibili con una terapia antibiotica adeguata.

Secchezza oculare: in alcuni casi secchezza oculare e sofferenza corneale si possono manifestare dopo un intervento di blefaroplastica superiore, più frequentemente in soggetti già affetti da secchezza oculare. Tale problema è generalmente autorisolvente ma necessita talvolta l’uso anche prolungato di lubrificanti oculari.

Deiscenza (apertura) di una parete della ferita, per scarsa cicatrizzazione; è necessario quando ampia suturare nuovamente la zona.

Chemosi congiuntivale (scollamento della membrana trasparente che avvolge l’occhio per raccolta di liquido), sempre autorisolvente nel tempo.

Ptosi ( abbassamento) della palpebra superiore, spesso legata al gonfiore e quindi temporanea, si risolve con il riassorbimento dell’edema; talvolta legata a situazione di preesistente ptosi palpebrale, raramente per danno sul muscolo elevatore della palpebra.

Cicatrici antiestetiche ed ipertrofiche sono rare  nell’intervento di blefaroplastica ma talvolta possono formarsi.
Iperpigmentazione cutanea, sempre transitoria, talvolta necessita l’uso prolungato di creme schiarenti e di filtri solari.

Asimmetria del risultato può essere presente anche in relazione al normale grado di asimmetria che caratterizza molte persone; può necessitare di un ritocco chirurgico. Ipo- o iper- correzioni sono possibili e talvolta necessitano un ulteriore intervento chirurgico.

Foto Blefaroplastica. Casi Reali Prima e Dopo l’intervento di blefaroplastica superiore e/o inferiore.

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1A. Quattro palpebre (prima)
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1B. Quattro palpebre (dopo)
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2A. Borse grassose inferiori (prima)
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2B. Borse grassose inferiori (post)
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3A. Borse grassose inferiori (prima)
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3B. Borse grassose inferiori (post)

Trascrizione video:

Buongiorno. Oggi parliamo di blefaroplastica, che è uno degli interventi estetici più richiesti e che, effettivamente, se correttamente indicati e correttamente eseguiti, danno un risultato molto molto bello.

Che cos’è la blefaroplastica? La blefaroplastica può essere effettuata sia a livello delle palpebre superiori che a livello delle palpebre inferiori e si tratta di un intervento che va a ridurre l’eccesso di cute, di grasso ed eventualmente va ad associare dei gesti chirurgici che vanno a modificare l’apertura dell’occhio e la posizione delle palpebre.

Che cosa è fondamentale prima di eseguire una blefaroplastica? Un esame corretto e attento sia a livello oculare sia a livello palpebrale, sia statico che dinamico; è fondamentale, prima di andare a effettuare un intervento di ringiovanimento, evidenziare se sono presenti dei difetti palpebrali associati; infatti, nella mia pratica clinica, quando vedo un paziente operato di blefaroplastica che non è contento, quasi sempre dietro c’è una non corretta indicazione all’intervento, ovvero non è stata corretta una mal posizione palpebrale e, più frequentemente, è un abbassamento della rima palpebrale, proprio del bordo cigliare della palpebra superiore. Pertanto questo difetto, se viene tolta soltanto della cute, viene anzi evidenziato perché si andrà a vedere maggiormente la differenza di apertura tra le due palpebre e in particolar modo si vedrà di più la differenza di posizione delle due sopracciglia, perché ricordiamoci che quando c’è un sopracciglio molto più alto dell’altro è probabilmente dovuto a un meccanismo riflesso, in quanto la palpebra interessata dall’iperfunzione del sopracciglio è probabilmente più bassa, e quindi questo difetto va assolutamente corretto insieme alla blefaroplastica.
Parliamo poi di palpebre inferiori: molto più complicate, perché le palpebre inferiori vanno considerate sempre insieme alla zona del mid-face, quindi alla zona dello zigomo.
Le palpebre inferiori possono essere trattate sia per via cutanea che per via congiuntivale: quando utilizziamo un approccio rispetto all’altro? La via congiuntivale è sicuramente una via più conservativa, in cui non andiamo a toccare la cute, non andiamo ad enervare il muscolo orbicolare e abbiamo, invece, un accesso diretto sulle borse grassose per via congiuntivale, quindi il tono cutaneo non viene toccato e il rischio di retrazione palpebrale e di mal posizione palpebrale è veramente remoto; però questa via non ci consente di ridurre l’eccesso cutaneo, di ridurre una lassità palpebrale o di effettuare una rimessa in tensione della zona del mid-cheek e della guancia. Quindi fondamentale, quando esaminiamo la nostra paziente o il nostro paziente, andare a valutare il tono cutaneo, la posizione del bordo palpebrale, se vi è lassità palpebrale e se vi sono presenti delle borse cosiddette “malari”, ovvero quei festoni a livello del mid-cheeck.
Se sono presenti questi difetti bisognerà effettuare un accesso per via cutanea con dei gesti associati, che sono: la reinserzione del canto esterno, (con o senza accorciamento palpebrale in funzione dell’entità della lassità palpebrale), una rimessa in tensione del muscolo orbicolare con Release del Tear Trough Ligament (se necessario), una lipectomia e una rimessa in tensione del muscolo orbicolare. Solo in questo modo potremo andare a rimettere in tensione, a liftare tutta la regione andando a ridurre il nostro solco lacrimale e andando a togliere le nostre borse senza rischiare una retrazione della palpebra inferiore.
Mi preme sottolineare che un buon risultato a livello del ringiovanimento dello sguardo si ottiene in seguito a un esame attento del paziente, valutando tutti gli eventuali difetti presenti e andandoli a correggere tutti quanti.

Le complicanze si vedono quasi sempre non tanto a causa di una scorretta tecnica ma a causa di una scorretta indicazione.

Un’altra cosa fondamentale da considerare nel ringiovanimento dello sguardo è la posizione del sopracciglio: io vedo pazienti che vengono da me chiedendomi una blefaroplastica superiore ma che hanno un sopracciglio completamente disinserito dal periostio, dunque un sopracciglio che cade al di sotto del margine orbitario e quindi se noi andiamo a togliere soltanto cute palpebrale non facciamo altro che peggiorare la discesa di questo sopracciglio, così il paziente non sarà contento. In questo caso dovremo prima riposizionare la coda del sopracciglio (raramente la testa del sopracciglio è scesa) e dovremo anche, durante lo sesso intervento, andare a ridurre l’eccesso di cute presente; ovviamente prima dobbiamo riposizionare il sopracciglio in maniera tale da adeguare la nostra escissione cutanea per consentire sempre al paziente di chiudere correttamente l’occhio.
Ricordiamoci sempre che le palpebre, sì, sono parte estetica del nostro sguardo ma sono anche quei due organelli che consentono agli occhi un corretto funzionamento e quindi se ne alteriamo la funzionalità possiamo avere dei grossi problemi a livello oculare.
Fondamentale, prima di un intervento di blefaroplastica, anche una visita oculistica: se noi siamo oculisti gliela possiamo fare noi, altrimenti, secondo me, è corretto richiedere una consulenza oculistica prima di effettuare una blefaroplastica.