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Blefaroplastica Inferiore

Per la blefaroplastica inferiore, l’incisione ha una localizzazione differente a seconda della situazione che si deve affrontare.

Se si tratta solo di rimuovere o di riposizionare le borse grassose nella valle delle lacrime, l’incisione può essere eseguita all’interno della palpebra, per via congiuntivale. Questa via comporta un minor edema e non lascia cicatrici visibili, ma non consente una resezione cutanea.

Se è necessario rimuovere la cute in eccesso, viene eseguita una incisione subciliare posizionata 1-2 millimetri sotto alle ciglia. Suture riassorbibili sono utilizzate per chiudere l’incisione cutanea che in tal modo rimane poco evidente e guarisce senza lasciare cicatrici visibili.

Pazienti con una lieve lassità cutanea della palpebra inferiore senza protrusione di grasso e con rughe superficiali potrebbero non necessitare di una blefaroplastica inferiore, ma ottenere miglioramenti apprezzabili con resurfacing laser o un peeling chimico quale il TCA.

Se è presente solo una valle delle lacrime approfondita (occhiaie), si può eseguire un trattamento iniettivo con acido ialuronico nella regione perioculare per aumentare il volume del tessuto molle e ottenere la scomparsa dell’occhiaia.

Se il paziente è soddisfatto del risultato, una volta che l’acido ialuronico si è riassorbito, si può ripetere il trattamento iniettivo o optare per una soluzione più duratura quale la trasposizione di grasso.

Esempi di blefaroplastica sulle 4 palpebre, dermatocalasi e rimozione borse grassose

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Domande Frequenti sulla blerafoplastica inferiore

  • La chirurgia blefaroplastica inferiore prevede l’anestesia locale o l’anestesia generale?

La chirurgia blefaroplastica sia superiore che inferiore viene eseguita in anestesia locale con una moderata sedazione.

  • Dovrò passare la notte in ospedale dopo l’operazione?

La chirurgia blefaroplastica viene normalmente eseguita in day surgery e normalmente non richiede il pernottamento in struttura. Tuttavia a seconda delle necessità individuali del paziente si può concordare il pernottamento. E’ previsto comunque un controllo il mattino seguente all’operazione.

  • Dovrò sospendere la mia terapia anticoagulante o antiaggregante prima dell’operazione?

Sì, la terapia anticoagulante o antiaggregante in atto dovrà essere sospesa prima dell’intervento di blefaroplastica. Questa sospensione avverràcon modalità e tempi ben precisi seguendo un protocollo messo a punto in collaborazione con il medico curante.

  • Cosa succede prima della chirurgia blefaroplastica?

Visita preoperatoria: prevede un approfondito esame oftalmologico e valutazione della salute generale. Si indagano l’eventuale presenza di allergie , terapie farmacologiche comprese quelle anticoagulanti o antiaggreganti. Verranno prese fotografie delle palpebre nelle varie posizioni di sguardo come punto di riferimento preoperatorio.

Esame oftalmologico: prevederà la misurazione della vista con miglior correzione, la misurazione della pressione intraoculare e l’esame del fondo oculare. La superficie oculare sarà esaminata per escludere presenza di occhio secco, blefarite, patologie da malposizione palpebrale. Verranno inoltre esegute misurazioni della posizione delle palpebre e delle sopracciglia.

Verranno prese fotografie delle palpebre nelle varie posizioni di sguardo come quadro di riferimento preoperatorio e per il confronto con il postoperatorio.

Verrà descritta accuratamente la procedura operatoria della blefaroplastica e si risponderà a eventuali dubbi o curiosità del paziente.

  • Cosa succede dopo la chirurgia blefaroplastica?

Gli occhi operati sono medicati con garze compressive fredde per ridurre il gonfiore palpebrale e perioculare postoperatorio. Alla dimissione viene consegnato il foglio delle terapie che consisteranno nell’utilizzo di pomate o gel antibiotici, cortisonici e favorenti la cicatrizzazione.

Il mattino seguente all’operazione di blefaroplastica il paziente torna a visita di controllo. Vengono rimosse le medicazioni, si verifica lo stato di tenuta delle suture e la posizione palpebrale. Generalmente in seconda giornata l’edema raggiunge il grado massimo per cui non si riescono ad apprezzare i risultati della blefaroplastica.

  • Avrò bisogno di chirurgia per correggere una discesa (ptosi) della palpebra o del sopraciglio?

Questa possibilità verrà discussa con il paziente al momento della valutazione preoperatoria. Talvolta infatti se le sopracciglia sono molto discese rispetto alla posizione originale possono portare all’accumulo di cute sulla palpebra e in questo caso una chirurgia di correzione della ptosi del sopracciglio potrebbe risolvere la blefarocalasi affiancandosi o addirittura sostituendosi alla chirurgia blefaroplastica.

  • Quali sono i rischi della chirurgia blefaroplastica inferiore?

Sarà consegnato un modulo di consenso informato alla chirurgia blefaroplastica e il chirurgo illustrerà le possibili complicanze. Alcune complicanze sono molto rare, altre piu’ comuni. Sarà importante che voi comunichiate al vostro chirurgo eventuali dubbi o preoccupazioni in modo che il chirurgo possa tranquillizzarvi e risolvere ogni dubbio.

Chiarito ogni dubbio potrete firmare il modulo del consenso informato alla blefaroplastica.

  • Quali sono le complicanze più comuni della chirurgia blefaroplastica?

Complicanze gravi sono rare ma possono verificarsi anche nelle mani di chirurghi oculoplastici esperti. Ogni sforzo viene messo in atto per ridurre al minimo il rischio di complicazioni e ogni chirurgo oculoplastico e’ addestrato per gestire queste complicanze.

Infezioni: sono estremamente rare dopo intervento di blefaroplastica e questo è dovuto anche alla ricca vascolarizzazione dei tessuti palpebrali. Sono risolvibili con una terapia antibiotica adeguata.

Secchezza oculare: in alcuni casi secchezza oculare e sofferenza corneale si possono manifestare dopo un intervento di blefaroplastica superiore, più frequentemente in soggetti già affetti da secchezza oculare. Tale problema è generalmente autorisolvente ma necessita talvolta l’uso anche prolungato di lubrificanti oculari.

Deiscenza (apertura) di una parete della ferita, per scarsa cicatrizzazione; è necessario quando ampia suturare nuovamente la zona.

Chemosi congiuntivale (scollamento della membrana trasparente che avvolge l’occhio per raccolta di liquido), sempre autorisolvente nel tempo.

Ptosi ( abbassamento) della palpebra superiore, spesso legata al gonfiore e quindi temporanea, si risolve con il riassorbimento dell’edema; talvolta legata a situazione di preesistente ptosi palpebrale, raramente per danno sul muscolo elevatore della palpebra.

Cicatrici antiestetiche ed ipertrofiche sono rare  nell’intervento di blefaroplastica ma talvolta possono formarsi.

Iperpigmentazione cutanea, sempre transitoria, talvolta necessita l’uso prolungato di creme schiarenti e di filtri solari.

Asimmetria del risultato può essere presente anche in relazione al normale grado di asimmetria che caratterizza molte persone; può necessitare di un ritocco chirurgico.

Ipo- o iper- correzioni sono possibili e talvolta necessitano un ulteriore intervento chirurgico.



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